Hercultour

Un lavoro di 18 mesi, che inizierà nel 2018, per completare un proposta che punta a creare un’offerta turistica, favorendo la destagionalizzazione, attraverso la valorizzazione dei beni culturali presenti nell’area dell’Adriatico.

L’azienda per il Diritto agli Studi Universitari di Teramo si è aggiudicata i fondi del bando europeo per attuare il progetto “Hercultour” (Hera trademark, Cultural Tourism routes and visitor centres) che, insieme all’Adsu, coinvolge 7 partner tra Italia e Croazia (Contea di Zadar, Consorzio Punto Europa, Contea di Primorje-Gorski Kotar, Contea Šibenik-Knin, Regione di Dubrovnik-Neretva- Associazione “Destinazione turistica Romagna”, Organismo pubblico cui aderiscono 5 Unioni di Comuni e 42 Comuni dell’Emilia Romagna) e si propone di creare un’offerta turistica integrata, valorizzando le bellezze cultuali e naturali dei territori e dando vita ad una vera e propria rete che si concretizzerà nella realizzazione dell’associazione transfrontaliera Hera Adriatica Heritage Association.

Nel complesso, il progetto ha ottenuto un finanziamento di oltre un milione di euro di cui 180 mila sono stati destinati all’Adsu che ha proposto un progetto pilota per valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico della Statale 80 del Gran Sasso d’Italia, che collega “Amiternum” ad “Interamnia”, conosciuta con il nome di “Strada maestra del Parco”, ricalcando il percorso dell’antica Via Cecilia e toccando importanti località del nostro territorio.

Il progetto”, spiega Antonio Sorgi, direttore del’Adsu di Teramo, “prevede in particolare la realizzazione di un info-point multimediale nella nuova residenza studentesca di Viale Crucioli, che utilizzerà la tecnologia della realtà aumenta, per far conoscere ai turisti ma anche agli studenti stessi, le località di maggiore interesse naturalistico e culturale che si sviluppano da Interamnia ad Amiternum”.

Nei punti-chiave di questo percorso verranno installati pannelli informativi dotati di tecnologia QR Code, che mostreranno ai visitatori le eccellenze naturalistiche, enogastronomiche e culturali presenti nel raggio di circa 10 km, nonché i tracciati individuati con le escursioni a piedi, o con le mountain-bike, con vari livelli di difficoltà, in modo da essere fruibili a tutti.

“Sono previste borse lavoro”, afferma Paolo Berardinelli, presidente dell’Adsu, “per gli studenti dell’Università di Teramo, che potranno svolgere un’attività importante sia dal punto di vista lavorativo che formativo”.

 

È la strada panoramica più bella d’Italia ma pochi la conoscono
Il Passo delle Capannelle, in Abruzzo, è uno dei percorsi più belli da fare in moto o in bicicletta. È una delle strade più belle del Centro-Sud Italia, un vero spasso, quando arriva la bella stagione, per i motociclisti che si danno appuntamento sulle sue curve, ma può essere percorsa anche in bicicletta. È il Passo delle Capannelle, in Abruzzo, lungo la Statale 80 del Gran Sasso d’Italia.Si può percorrere in due sensi: da L’Aquila a Teramo o viceversa, entrambi con bellissimi panorami. Se si parte da Teramo venendo dal mare, ci si immerge fin da subito nella montagna abruzzese.
Appena usciti dalla galleria di Frondarola lo spettacolo che si ammira è quello del panorama del massiccio del Gran Sasso. Da qui ci si immerge nel Parco Nazionale Monti della Laga.
Man mano che si sale il paesaggio si allarga con grandi prati dove pascolano liberamente mandrie e greggi. Ma il tratto più bello è alla fine del percorso, fino al Passo delle Capannelle, a 1.300 metri di altitudine. È un valico appenninico, in provincia dell’Aquila, che scavalca la catena del Gran Sasso a Sud e i Monti della Laga a Nord. Il passo mette in comunicazione la provincia di Teramo (Valle del Vomano) con la provincia dell’Aquila (Valle dell’Aterno) e corre lungo la Strada Maestra del Parco, la strada turistica che attraversa il cuore del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga da Montorio al Vomano all’antica città sabina di Amiternum.
Il Passo delle Capannelle viene percorso fin dai tempi più remoti. Lo testimoniano i ritrovamenti della via Cecilia, la strada usata dai Romani per collegare la conca aquilana (Amiternum) con le città della costa adriatica. In passato è stato anche il territorio preferito dai briganti.
Il nome ‘Capannelle’ deriva probabilmente dalle piccole capanne di pastori dislocate lungo tutto il territorio. Infatti il valico era utilizzato dalle greggi durante la transumanza dai monti abruzzesi verso le pianure dell’agro romano.

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